Prodi: per fermare l'Isis serve intesa tra Usa e Russia

Romano Prodi parla della strage: 'Sarebbe un errore reagire alla violenza di Parigi come dopo l'11 settembre con un'altra guerra'.

Romano Prodi

Romano Prodi

Desk2 15 novembre 2015
"Senza un accordo politico tra le due grandi potenze Russia e Stati Uniti non se ne esce. Solo un accordo politico tra le due grandi potenze può impedire i traffici di petrolio, di droga, i traffici di esseri umani che arrivano in Europa, i finanziamenti occulti da parte delle fondazioni arabe al califfato e alla sua economia nascosta che sostiene il terrorismo". Lo ha dichiarato Romano Prodi in un'intervista dopo la strage che ha sconvolto Parigi e l'Europa intera.



"Il Califfato vive e prospera solo se non c'è un accordo politico con cui le grandi potenze decidano di colpire, ma veramente e con fermezza, i Paesi che lo sostengono. E' l'unica strada per mettere in ordine, ma davvero, Iran, Arabia Saudita, Turchia, Qatar, Egitto". L'ex presidente della Commissione europea ha però chiesto a tutti gli attori della scacchiera internazionale di fare molta attenzione: "Se si reagisce alla tragedia di Parigi come si è reagito dopo l'11 settembre con la Guerra in Iraq allora facciamo proprio un bell'acquisto. Sarebbe un grave errore, ancora una volta. Non è con una guerra totale a un nemico indefinito, che si sparge dappertutto, che si vince il terrorismo, ma con la fermezza e un accordo politico vero tra le due grandi potenze che tolga ai terroristi l'acqua in cui nuotano".



Prodi ha sottolineato che è "impossibile un controllo sicuro nei confronti di sei milioni di immigrati islamici soprattutto in presenza di strumenti di informazione incontrollabili e di un traffico di armi e un flusso di mezzi finanziari di cospicua dimensione a completa disposizione del terrorismo internazionale".

Secondo l'ex premier la Francia è il Paese più colpito perché "si è assunta più di ogni altro Stato europeo il peso di iniziative militari nei Paesi islamici. Nel Mali è l'esercito francese che si è preso il compito di resistere al terrorismo che veniva dal Nord. E' la Francia che ha assunto l'iniziativa della guerra in Libia ed è la Francia che, tra i Paesi europei, si sta assumendo il peso maggiore dei bombardamenti in Siria".