Trump ignora le denunce di brogli e si congratula con Erdogan

Il miliardario ha telefonato al Sultano: dagli Usa nessuna riserva sullo svolgimento del voto

Trump mentre telefona a Erdogan

Trump mentre telefona a Erdogan

globalist 18 aprile 2017

L'Unione europea è preoccupata per la svolta autoritaria. L'Osce ha denunciato gravi irregolarità in un referendum che si è svolto in un paese governato con lo stato d'emergenza dove gli oppositori di Erdogan sono stati arrestati a migliaia.

Ma lui no. Il miliardario è andato diritto avanti per la sua strada, poco sensibile come è alla democrazia e molto più sensibile al pugno duro: il presidente degli Stati uniti Donald Trump si è così congratulato con il suo omologo turco Recep Tayyip Erdogan per la sua vittoria al referendum di domenica sulla riforma costituzionale in Turchia. Secondo quanto riferito dalla Casa Bianca, Trump non ha espresso alcuna riserva sullo svolgimento del voto, che ha visto prevalere il "Sì" con il 51% delle preferenze.
Trump "ha parlato con il presidente turco Recep Tayyip Erdogan per congratularsi per la sua recente vittoria al referendum", ha scritto la Casa Bianca in un comunicato, confermando una conversazione telefonica tra i due leader. Durante il loro colloquio, Trump ed Erdogan hanno anche "evocato l'azione degli Stati uniti in risposta all'uso da parte del regime siriano di armi chimiche" in Siria, ha precisato la Casa Bianca.
"Il presidente Trump ha ringraziato Erdogan per il suo sostegno all'azione degli Stati uniti e i due leader hanno convenuto sull'importanza di ritenere il presidente siriano Bashar al Assad come responsabile" dell'uso di queste armi, ha aggiunto la Casa Bianca.
Qualche ora più tardi, il dipartimento di Stato Usa ha preso nota delle preoccupazioni espresse dagli osservatori dell'Osce, in particolare riguardo alle presunte "irregoarità" durante lo scrutinio delle schede referendarie. Se la diplomazia Usa non ha rimesso in causa l'esito del voto, ha tuttavia invitato la leadership turca a rispettare l'opposizione e la libertà di espressione. Un po' poco, visto quello che è successo.