Accusato di aver offeso il profeta Maometto: un cristiano pachistano arrestato

Il ragazzo è accusato di blasfemia: se ritenuto colpevole rischia anche la condanna a morte

Polziotti in Pakistan

Polziotti in Pakistan

globalist 23 giugno 2017

L'ennesimo caso di persecuzione: un giovane pachistano cristiano è stato incarcerato con l'accusa di blasfemia a Lahore dopo che il suo datore di lavoro lo ha denunciato per aver offeso nei suoi discorsi il Profeta Maometto.
Lo ha reso noto la polizia del capoluogo della provincia di Punjab.
Il commissario Muhammad Iran ha indicato che si tratta di Ashfaq Masih, 20 anni, meccanico riparatore di biciclette. Secondo il proprietario dell'officina, Masih avrebbe insultato Maometto discutendo con un altro membro della comunità cristiana sul posto di lavoro. Dopo la denuncia il 15 giugno scorso è scattato l'arresto del giovane e l'apertura di una inchiesta volta a verificare la veridicità dell'accusa.
Il Pakistan ha per quanto riguarda la blasfemia una delle leggi più dure di tutto il mondo islamico. Chiunque può infatti presentarsi in un commissariato per accusare, anche senza prove evidenti, una persona di blasfemia, facendogli così rischiare una condanna a morte