Matrimoni gay, dietro-front di Bermuda: prima li autorizza poi li vieta

Le unioni civili, autorizzate dalla Corte Suprema, ora non sono più legali per decisione del senato, dove il partito di maggioranza è sostenuto dalle chiese evangeliche conservatrici

matrimoni gay

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globalist 14 dicembre 2017

Bermuda sta per diventare il primo Stato a revocare il via libera ai matrimoni omosessuali pochi mesi dopo averli autorizzati. Dopo che la Corte suprema aveva dato parere favorevole alle unioni tra persone dello stesso sesso, ora il Senato dell'isola, con una decisione presa ieri, ha approvato una legge che revoca il diritto di sposare un partner dello stesso sesso.
Ora la legge deve essere firmata dal governatore dell'isola, di fatto una formalità.
La decisione del senato è stata fortemente voluta dal Partito laburista progressista, salito al potere a luglio e sostenuto da molte chiese evangelicje di ispirazione socialmente conservatrice.


La nuova legge non può avere effetto retroattivo e quindi non si applicherà alle coppie che hanno già contratto matrimonio in base alla precedente determinazione della Corte suprema. Ora il timore è che la legge di revoca del sì ai matrimoni gay approvata possa nuocere alla vocazione di Bermuda come destinazione turistica.
"Questo voto avrà solo impatti negativi, nulla di positivo verrà da questa legislazione", ha detto Jeffrey Baron, un leader dell'opposizione che ha votato contro la misura.