L'appello del missionario ai parlamentari: non mandate soldati nel Niger

Mauro Armanino ha criticato la scelta di inviare i militari: non tradite questa tradizione di solidarietà sincera e profonda che abbiamo seminato con anni di presenza

Bambini nel Niger

Bambini nel Niger

globalist 27 dicembre 2017

Sono sicuramente parole che dovrebbero essere lette con attenzione, visto che le scorciatoie servono a poco.

In una lettera aperta ai parlamentari apparsa su Avvenire, il missionario Mauro Armanino ha fatto appello ai parlamentari di votare no alla missione militare in Niger.
"Mi vengono in mente una Repubblica di carta e l`altra di sabbia", scrive il missionario. "Quella di carta racconta del Paese dove sono nato, una 'Repubblica, fondata sul lavoro', nata dalle variegate resistenze al nazifascismo che, proprio per questo, ha scelto di ripudiare la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali (art. 11 della Costituzione). Una Repubblica di carta stracciata, se e quando questo principio viene messo in discussione, svuotato, svenduto. Una Repubblica che si appresta a scrivere una storia ambigua e dura sulla sabbia di quest`altra Repubblica, quella del Niger, dove vivo. Abbiamo comprato l`assenso della Repubblica del Niger, che pure oggi, nella sabbia delle frontiere già armate, riconosce di essere da 59 anni una Repubblica sovrana. Abbiamo usato il denaro per comprare il diritto a operare con militari allo scopo di occupare terreno, sorvegliare e se è il caso punire, secondo i dispositivi di controllo del territorio delineati dal piano di occupazione in corso. Si dice terrorismo, si legge frontiere. Si dice trafficanti, si legge migranti. Geopolitiche di carta, scritte sulla sabbia che il vento spazzerà via a tempo debito".
"Onorevoli parlamentari, eletti per rappresentare la volontà del popolo sovrano dal quale ricevete la legittimità e la rappresentanza, avete la possibilità, forse unica, di esprimere con un no l'unica ragionevole posizione al momento di scegliere il futuro della presenza militare italiana nel Sahel. Avrete l`opportunità e la responsabilità di scrivere un`altra storia della nostra presenza in Africa. Non sulla sabbia, ma sui volti. Quei volti che noi, missionari, abbiamo incontrato e raccontato per decenni. Siamo stati gli ambasciatori più veri del nostro Paese, incarnandone, con tutti i limiti legati all`umana fragilità, i valori più profondi di umanità e solidarietà, che si trovano, appunto, alla base della visione personalista e comunitaria della Costituzione italiana. Non tradite questi volti e non tradite questa tradizione di solidarietà sincera e profonda che abbiamo seminato con anni di presenza, accompagnamento e dedizione a questi popoli che sono diventati i nostri. Non traditeli, dovrete renderne conto di fronte alla storia, scritta da nomi di sabbia che serbano un futuro di pace per tutti".