Attentavano alla sicurezza: in Arabia Saudita arrestate 7 attiviste per i diritti

Le donne arrestate devono rispendere a una serie di accusa tra cui quella di "contatti con soggetti stranieri" e sostegno finanziario "a elementi ostili all'estero".

Un gruppo di donne saudite

Un gruppo di donne saudite

globalist 19 maggio 2018

Ci sono le reiforme e c'è chi si oppone: alla vigilia dello storica abolizione del divieto di guida per le donne saudite, nel regno che si affaccia sul Golfo Persico sono state arrestate sette note attiviste.
Non è chiaro chi siano le persone fermate, ma le autorità di Riad hanno fatto sapere che attentavano alla "sicurezza, alla stabilità e all'unità nazionale".
L'operazione non è ancora terminata, ha spiegato un portavoce della sicurezza, aggiungendo che ancora si devono identificare "tutte le persone coinvolte".
Le donne arrestate devono rispendere a una serie di accusa tra cui quella di "contatti con soggetti stranieri" e sostegno finanziario "a elementi ostili all'estero".


Nel settembre 2017, Human Rights Watch aveva denunciato che la Corte saudita aveva "invitato i più noti attivisti nel Paese a non parlare ai media; un appello arrivato nello stesso giorno" in cui le autorità avevano annunciato la revoca del divieto di guida per le donne, il 24 giugno.
Riad non tollera evidentemente quanti esortano a un cambiamento che non sia lungo il percorso individuato dalle autorità. Tra le persone fermate nelle ultime settimane Loujain al-Hathloul, Aziza al-Yousef e Eman al-Nafjan, che si erano tutte opposte nel passato al divieto di guida e anche alle leggi che tuttora nel regno pongono la donna sotto la tutela maschile.