Lifeline sbarca a Malta con 234 migranti: subito sequestrata

La nave dell'Ong un braccio di ferro tra paesi: i richiedenti asilo saranno ridistribuiti tra otto stati membri dell'Ue.

La nave Lifeline a Malta

La nave Lifeline a Malta

globalist 27 giugno 2018

Non un lieto fine. Uno sbarco che ha dimostrato la (Dis) Unione Europea e la complessiva insofferenza verso i migranti, anche perché - si è capito - la linea dura paga in termini elettorali: la nave Lifeline, con a bordo 234 migranti rimasti in mare per oltre una settimana, è approdata al porto di Malta dopo aver ottenuto il permesso dal governo di La Valletta. I richiedenti asilo saranno ridistribuiti tra otto stati membri dell'Ue. La nave, come annunciato dal premier maltese, Joseph Muscat, è stata sequestrata e verranno avviate indagini sulla sua regolarità

I vescovi maltesi elogiano il gesto de La Valletta.
 Hanno seguito il lavoro diplomatico compiuto dal governo maltese nei giorni scorsi per dare una prospettiva ai 234 migranti che si trovano sulla Lifeline e ora i vescovi di Malta esprimono il loro apprezzamento per "la decisione del governo di concedere l'autorizzazione a questa nave perché entri a Malta". Lo hanno scritto in una nota rilanciata dal Sir, mentre la nave sta attraccando al porto di Senglea. "Ci rendiamo conto che non sia stata la decisione più facile, ma era indispensabile fare tutto il necessario per garantire che ogni vita venisse salvata". "Nonostante la piccola dimensione" dell'isola di Malta "ancora una volta il nostro Paese ha fatto un grande gesto", si legge nella dichiarazione. I vescovi auspicano che "un Paese molto più grande" lo imiti ed esprimono la loro "gratitudine a tutti coloro che prendono parte all'operazione umanitaria, in particolare i membri delle Forze Armate". Il messaggio è firmato da mons. Charles J. Scicluna, arcivescovo di Malta, dal vescovo di Gozo Mario Grech, e dal vescovo ausiliare eletto di Malta Joseph Galea Curmi.