Nel paese brasiliano a maggioranza veneta Bolsonaro è al 90% nei sondaggi

Stato di Santa Catarina, in un triangolo agricolo dove le città si chiamano Nova Veneza, Caravaggio e Treviso e nove abitanti su dieci sono discendenti di veneti.

Jair Bolsonaro

Jair Bolsonaro

globalist 26 ottobre 2018

Sono i discendenti dei nostri emigranti, proprio come lo è l’ex capitano, i brasiliani che più lo stanno ricoprendo di consensi. Il legame comune è remoto nel tempo ma la compattezza è da caserma, qui nel sud bianco del Brasile, Stato di Santa Catarina, in un triangolo agricolo dove le città si chiamano Nova Veneza, Caravaggio e Treviso e nove abitanti su dieci sono discendenti di veneti. A Treze de Maio, 7.000 abitanti, la guida ricorda la delusione di chi «dovette aprirsi spazio nella foresta a colpi di ascia e costruire le prime baracche di legno». Altro che l’America opulenta sognata sulla nave. Quattro generazioni dopo e seduti su un relativo benessere, i Bortolotto e i Piovesan hanno regalato a Bolsonaro l’83,9 per cento dei voti al primo turno. Record assoluto tra i 5.570 municipi del continente brasiliano. A Nova Veneza il Capitano si è fermato al 77 per cento, ma «arriveremo facilmente al 90 domenica», promette la convinta Susan Bortoluzzi, assessore al Turismo e anima del rilancio della sua cittadina, come «capitale della gastronomia italiana in Brasile», con tanto di gondola e gondoliere in una vasca della piazza centrale.



E’ stata una sorpresa per i Bolzonaro di Anguillara veneta scoprire di essere imparentati con quello che domenica potrebbe diventare il presidente del più grande paese del Sudamerica, il Brasile. Jair Bolsonaro è infatti di origini venete.


“Non sapevamo nulla di questo, è stata una sorpresa quando il sindaco ce l’ha detto giorni fa”, dice Emilio Bolzonaro, che vive vicino ai campi dove gli antenati erano mezzadri. I Bolzonaro “servivano i nobiliveneziani”, dice un altro della famiglia, il 65enne Franco.


La famiglia si spaccò in due tra quelli che restarono al paese e quelli che emigrarono per cercare una migliore vita nel XIX secolo.


Nella parrocchia le registrazioni dei battesimi, che risalgono al 1630 mostrano con cura la sequenza dei Bolzonaro. “Qui c’è il battesimo di Vittorio Bolzonaro, nato il 12 aprile 1878”, dice il parroco Claudio Minchellotto. Si tratta del bisnonno di Jair Bolsonaro, il candidato di estrema destra che secondo i sondaggi dovrebbe uscire vincente dal ballottaggio presidenziale brasiliano di domenica. Arrivò in Brasile a 10 anni, assieme alla sorella più piccola Giovanna e al piccolo Tranquillo, al seguito dei genitori.


“Ci sono molti Bolzonaro che hanno lasciato il paese per il Brasile, in particolare dal 1886 in poi, per lavorare nelle piantagioni di caffè al posto degli schiavi”, racconta il sindaco Luigi Polo. Il ramo brasiliano della famiglia ha perso col tempo la “z”, anche perché nei dialetti veneti la “z” è pronunciata “s”.


“Questa storia mi fa ridere”, dice Anna Bolzonaro, una 26enne laureata in biologia. Pochi mesi fa Jair Bolsonaro la contattò su Facebook. “Ma io non risposi: non sapevo chi fosse”, ammette la ragazza.


Tra il 1876 e il 1920 qualcosa come 365.710 emigranti veneti arrivarono in Brasile, secondo l’Istituto brasiliano di geografia e statistica IBGE. Ad Anguillara veneta praticamente chiunque ha un qualche parente lontano nel paese sudamericano. Ma, in un secolo, il Veneto si è trasformato in paese di miseria ed emigrazione in una delle più ricche e industrializzate regioni d’Europa. Ora il Veneto è regione d’immigrazione ed è una roccaforte storica della Lega.


Il governatore della regione, Luca Zaia, ha detto che festeggerà domenica, se Bolsonaro vincerà. E ha soprannominato il candidato presidenziale “Salvini carioca”. Ma Anguillara non aprirà le bottiglie di champagne, ha assicurato il sindaco Polo. Il probabile presidente brasiliano sarà ben accetto se visiterà il paese delle sue radici, ma molti dei Bolzonaro con la “z” non apprezzano granché la sua reputazione di misogino, razzista e omofobo.