La crisi tra Russia e Ucraina: impegnate le diplomazie di Germania e Italia

Il nostro Paese è presidente di turno dell'Osce e Angela Merkel è l'unico leader europeo in grado di negoziare con Putin, per cercare di risolvere la crisi esplosa nello stretto di Kerch

Giuseppe Conte e Angela Merkel

Giuseppe Conte e Angela Merkel

globalist 28 novembre 2018

La crisi tra Russia e Ucraina passa dalle diplomazie della Germania e dell'Italia, che ha la presidenza di turno dell'Organizzazione per la Cooperazione e la Sicurezza in Europa (Osce). Saranno loro ad avere uno dei principali ruoli diplomatici nel tentativo di disinnescare il braccio di ferro tra Kiev e Mosca dopo l'incidente di domenica scorsa nel mare di Azov.

Proprio ieri la Russia ha condannato a due mesi di prigione "per attraversamento illegale del confine" 15 su 24 marinai (le cui 'confessioni' sono state trasmesse dai russi in tv) delle due motovedette ucraine intercettate, colpite e sequestrate nel mar di Azov.
Il colloquio tra Merkel e Putin. Angela Merkel sembra oggi l'unico leader del Vecchio continente in grado di negoziare con Vladimir Putin, che ha di nuovo definito "azioni provocatorie" e "grave violazione del diritto internazionale" la mossa delle "navi militari ucraine" avvenuta domenica scorsa a ridosso dello stretto di Kerch, sbocco verso il Mar nero. Alla cancelliera tedesca il capo di Stato russo ha sottolineato "che la leadership ucraina ha piena responsabilità della creazione di un'altra situazione di conflitto e dei rischi ad essa associati", e che quelle del presidente ucraino, Petro Poroshenko, sono state azioni "intraprese in vista della campagna elettorale": in Ucraina il prossimo anno si vota per le politiche e presidenziali.
Putin ha auspicato che "Berlino possa influenzare le autorità ucraine per impedirne ulteriori passi sconsiderati", e, sebbene Mosca non veda "alcun bisogno di intermediari", Merkel punta alla mediazione dell'Osce, l'organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa, di cui l'Italia ha la presidenza di turno.
"Quelle tra Ucraina e Russia sono situazioni complesse", ha osservato il ministro degli Esteri, Enzo Moavero, che ha fatto appello ai due paesi a risolvere la questione "in modo pacifico con gli strumenti delle norme internazionali" e "quindi, non entrare in un'escalation militare".
Moavero ha ricordato che le sanzioni alla Russia sono un punto all'ordine del giorno del prossimo vertice europeo di dicembre: "Da qui ad allora - ha assicurato - definiremo la nostra posizione con i partner europei". "Tutto dipende - ha detto da Berlino la collega austriaca Karin Kneissl (Vienna ha la presidenza di turno dell'Ue) - dal comportamento dei due belligeranti. Ma dovrà essere allo studio".
Il presidente ucraino Poroshenko ha affermato ieri di aver tentato di parlare con il Cremlino, ma a Mosca sembrano non saperne nulla: "Nessun contatto - hanno replicato - dal giorno dell'incidente a Kerch".