Guaidò sconcertato dalla posizione dell'Italia: "Perchè non si schiera contro Maduro?"

Nonostante il sostegno di Matteo Salvini, è da verificare la maggioranza, fin qui spaccata, tra la Lega che vuole l'uscita di scena del presidente Maduro e i 5S che non vogliono schierarsi con nessuno.

Juan Guaidò

Juan Guaidò

globalist 12 febbraio 2019
Juan Guaidò ha inviato una sua delegazione a Roma per convincere il governo a schierarsi dalla sua parte.
Quasi tutti gli altri governi d'Europa, si sono schierati con Guaidò nella sua battaglia verso nuove elezioni presidenziali in Venezuela.
"Con profondo sconcerto - ha scritto - non comprendiamo le ragioni della posizione politica italiana. Non capiamo perché il Paese europeo a noi più vicino non prenda una posizione chiara e netta contro il dittatore Maduro e non chieda, con forza, libere elezioni sotto l'egida della comunità internazionale e lo sblocco degli aiuti umanitari".
E ancora: "Sono sicuro che il popolo italiano è dalla nostra parte, dalla parte della democrazia, della libertà e della giustizia".
Guaidò ha ricevuto il sostegno di Matteo Salvini, che al telefono gli ha confermato la sua posizione anti-Maduro. Ma tutto è rinviato al voto di oggi in Parlamento, che si terrà dopo una comunicazione del ministro Enzo Moavero Milanesi, per verificare la coesione della maggioranza, fin qui spaccata tra la Lega che vuole l'uscita di scena del presidente chavista e i 5S che non vogliono schierarsi con nessuno.
Guaidò una breccia nel Carroccio l'ha già aperta. Salvini lo ha chiamato durante l'incontro con la sua delegazione, per ribadirgli "la dura presa di posizione contro Maduro" e il "sostegno al percorso costituzionale" che il presidente del Parlamento ha messo in moto per arrivare "al più presto" a elezioni, ha reso noto il Viminale, aggiungendo che Salvini ha posto anche l'accento sulla necessità di "salvaguardare l'incolumità di Guaidò e della sua famiglia".
La delegazione venezuelana è stata poi accolta da Moavero, "anche a nome del premier Giuseppe Conte", ha fatto sapere la Farnesina. A certificare che il governo non si oppone a Guaidò, tutt'altro. Lo ha spiegato più chiaramente il sottosegretario Ricardo Merlo: "Non riconoscendo la legittimità di Maduro, indirettamente riconosciamo l'Assemblea nazionale come organo che deve portare il Venezuela al più presto a nuove elezioni libere presidenziali".
Solo che, ha puntualizzato, "crediamo che non sia il momento di fare nomi di presidenti".
La linea della prudenza dovrebbe essere confermata anche in Parlamento. Una risoluzione di maggioranza ci sarà, con un impegno tra l'altro "a sostenere il dialogo per arrivare nei tempi più rapidi alla convocazione di nuove elezioni presidenziali", secondo quanto si legge in una bozza che circola in Transatlantico. Ma le distanza tra 5S e Lega non si sono ancora ricomposte e probabilmente si tratterà tutta la notte.