Tunisia, denuncia una violenza sessuale ma viene condannato perché gay

Le associazioni per i diritti umani gridano allo scandalo legale.

Repressione contro i gay in Tunisia

Repressione contro i gay in Tunisia

globalist 14 febbraio 2019
Un ventiduenne tunisino è stato condannato dal Tribunale di Sfax a 6 mesi di carcere per omosessualità e falsa testimonianza. Si e' conclusa dunque con un verdetto di condanna in primo grado la vicenda di Anas F., aggredito, violentato e derubato il 2 gennaio scorso da un uomo, che aveva conosciuto su Facebook, e da un complice. Recatosi, lo stesso giorno, alla stazione di polizia di Sidi el Bhari per sporgere denuncia, il giovane venne arrestato per omosessualita' e poi sottoposto a test anale.
Sentenza di condanna a 8 mesi di reclusione anche per i due assalitori del giovane (sei per omosessualita' e due per rapina) La denuncia arriva da varie associazioni a difesa dei diritti Lgbt, quali Shams e Damj, ma anche di Human Rights Watch, che oltre a chiedere la liberazione di Anas mettono ancora una volta sotto accusa la Tunisia per la previsione del suo art. 230 del Codice penale che punisce i rapporti omosessuali e il persistere del ricorso a test anali forzati nonostante nel 2017 il governo tunisino, si fosse impegnato al Consiglio per i diritti umani dell'Onu di porre fine a una pratica assimilata alla tortura.
Il giorno della condanna di Anas, All Out, movimento transnazionale Lgbt, ha fatto pervenire al primo ministro tunisino Youssef Chahed oltre 25.000 firme, raccolte attraverso una specifica campagna realizzata insieme a Shams per chiedere l'immediata scarcerazione del giovane. Ora la parola passa ai giudici di appello.