Il sovranismo di Muscat: "Ai maltesi lavori qualificati, gli stranieri sotto al sole"

Polemiche dopo la sortita poplista del premier. Duro l'arcivescovo de La Valletta e alla fine arrivano le scuse: "Sono apparso insensibile"

Il premier di Malta Joseph Muscat

Il premier di Malta Joseph Muscat

globalist 6 maggio 2019

Parole improvvide: dopo l'ondata di polemiche sollevata dalla sua uscita nazional-populista, che ieri è stata criticata anche dall'arcivescovo di Malta, il premier Joseph Muscat oggi ha deciso di fare marcia indietro.

«Dopo aver rivisto il filmato del dibattito penso di esserne uscito fuori come insensibile e voglio scusarmi per aver ferito i sentimenti delle persone», ha dichiarato Muscat.
La settimana scorsa, nel corso di un dibattito televisivo con il capo dell'opposizione, Adrian Delia, il premier aveva affermato: «Voglio che siano i giovani maltesi ad avere i lavori qualificati. Se me ne venisse data la possibilità, vorrei vedere che i lavoratori maltesi fossero manager o dottori, vorrei vederli andare avanti come insegnanti e preferirei vedere che chi collabora nei campi sotto il sole è straniero. Se possibile, non vorrei vedere maltesi a raccogliere l'immondizia in strada. Ogni lavoro ha la sua dignità, ma non voglio una situazione in cui gli stranieri stanno comodi ed i maltesi si spezzano la schiena».


Frase che aveva subito allarmato la folta comunità straniera dell'isola.