Corsa per la guida Tory: Boris Johnson rafforza la sua posizione

L'ex ministro brexiteer ha incassato il sostegno di uno dei grandi vecchi dell'euroscetticismo, l'ex leader del partito Iain Duncan Smith

Il ministro degli esteri britannico Boris Johnson

Il ministro degli esteri britannico Boris Johnson

globalist 11 giugno 2019
Sarà lui il volto del dopo-May?  Boris Johnson sembra allungare il passo nella corsa per la leadership Tory e la successione a Theresa May sulla poltrona di premier britannico.
L'ex ministro brexiteer ha incassato il sostegno di uno dei grandi vecchi dell'euroscetticismo, l'ex leader del partito Iain Duncan Smith, e secondo sondaggi condotti fra i parlamentari conservatori può contare adesso su oltre il doppio dei sostenitori rispetto ai rivali meno lontani: i ministri Jeremy Hunt e Michael Gove.
Una tendenza che, salvo scandali o clamorose sorprese, sembra garantirgli di poter restare fra i primi due nelle votazioni preliminari interne al gruppo parlamentare, per poi andare al ballottaggio finale fra gli iscritti dove appare favorito.
Il moderato Rory Stewart lo attacca tuttavia sulla promessa di tagli fiscali alla classe media, che bolla come «un tentativo di corrompere» gli elettori. Mentre Gove continua a contestare la scadenza ferrea del 31 ottobre per la Brexit, evocata da Boris deal o no deal. Scadenza giudicata del resto invalicabile anche da altri pretendenti, come Andrea Leadsom o Sajid Javid.
Intanto la first minister indipendentista del governo locale scozzese, Nicola Sturgeon, reduce da colloqui a Bruxelles, si dice convinta che con un nuovo leader Tory si allontanerà ogni prospettiva di «compromesso» soft sulla Brexit. E si andrà al divorzio senz'accordo. Uno scenario disastroso per la pro Remain Sturgeon, che torna ad agitare per tutta risposta l'obiettivo di un nuovo referendum sulla secessione della Scozia.