Ultimatum di Sanchez: "Un governo entro luglio oppure rinuncio"

Il leader socialista del Psoe ha vinto le elezioni ma non ha la maggioranza. Difficili trattative con Podemos. Sullo sfondo il rischio di elezioni anticipate

Pedro Sánchez

Pedro Sánchez

globalist 9 luglio 2019

Al momento non c’è alcun governo e c’è il rischio di elezioni anticipate: il leader socialista Pedro Sanchez rinuncerà ad assumere la guida del governo se non sarà investito nei voti previsti alla fine del mese in Parlamento. E' quanto ha detto oggi una portavoce del Partito socialista (Psoe).
Nuove elezioni legislative non sarebbero escluse. "Non ci sarà alcun cambiamento tra i voti di luglio e settembre. Non ci sarà una seconda possibilità", ha dichiarato Adriana Lastra, portavoce del Psoe.
Il Psoe ha vinto le elezioni del 28 aprile ma senza ottenere una maggioranza in Parlamento. Sanchez, che è diventato presidente del governo nel giugno 2018 dopo una mozione di sfiducia che aveva rovesciato l'esecutivo conservatore, ha bisogno del sostegno di altre formazioni per essere riconfermato.
I negoziati con Podemos, della sinistra radicale, si sono rivelati più difficili. Sanchez e Pablo Iglesias hanno avuto un nuovo incontro oggi senza riuscire a raggiungere un accordo, ma il governo ha dichiarato di voler continuare i colloqui.
Dopo un dibattito programmato per il 22 e il 23 luglio alle Cortes, Sanchez avrà bisogno di raccogliere almeno l'appoggio di 176 dei 350 deputati, la maggioranza assoluta, per essere riconfermato alla guida del governo. Se non ci riuscirà, si terrà un'altra votazione entro due giorni. Questa volta sarà sufficiente una maggioranza semplice, ma se vincerà con meno voti rispetto ai voti totali e alle astensioni, sarà sconfitto.


In questo caso, può sia convocare un altro voto nelle Cortes a settembre, o decidere per nuove elezioni.