Sassoli: "L'onda nera sovranista voleva dividere l'Europa. Non ci sono riusciti"

Il presidente del Parlamento Europeo durante il convegno "Europa: tra valori da riscoprire e nuove sfide da affrontare" al Meeting di Cl.

David Sassoli

David Sassoli

globalist 24 agosto 2019

Trump da una parte, Putin dall’altra e in mezzo i fascio-sovranisti più o meno prezzolati a fare il loro mestiere di distruttori.

"Pensavano con le elezioni di dividerci" e di "dividere l'Europa" e invece non è andata così. Ora "dobbiamo naturalmente far partire la legislatura, perché tutti vogliono scelte di discontinuità".
Lo ha detto il presidente del Parlamento Europeo, David Sassoli (Pd), durante il convegno "Europa: tra valori da riscoprire e nuove sfide da affrontare" al Meeting di Cl.
"Chi pensava di dividere l'Europa in realtà si è accorto che gli europeisti hanno in alcuni casi diviso i loro fronti - ha spiegato Sassoli -. Pensavano con le elezioni di dividerci, invece non è andata così. Questo è quello che è successo in questi tre mesi. Adesso dobbiamo naturalmente far partire la legislatura, perché tutti vogliono che noi si sia responsabili di scelte di discontinuità. Noi dobbiamo difendere l'Europa ma anche cambiarne le politiche. Ecco perché dobbiamo fare in fretta".
Il governo italiano - ha aggiunto Sassoli - saprà indicare la persona per la commissione, per cominciare questo percorso, poi ci sarà l'esame del parlamento. La presidente von der Leyen ha raccolto molte indicazioni del parlamento europeo, sull'ambiente, sulla questione dell'equità e della redistribuzione sociale, sulle questioni che riguardano la democrazia e la riforma della democrazia in Europa. Credo che questo lavoro possa essere utile per i cittadini e per il nostri Paesi".
D'altra parte "chi può pensare in questo momento, nel mondo che abbiamo, di fare da solo. No - ha concluso il presidente del parlamento europeo - l'Europa è un po' l'assicurazione sulla vita di tutti i nostri Paesi".
L’onda nera sovranista
"L'onda nera del sovranismo" ha preso di mira "paesi di più forte tradizione cattolica" per tentare di dividere i cattolici andando "alla ricerca di frange e sette che rivendicano di essere la vera chiesa e che vengono chiamate a fischiare il Papa in una piazza italiana". Ha aggiunto David Sassoli (Pd).
"Anche oggi i cattolici giocano un ruolo decisivo, perché è sulla loro divisione che contano le destre neo-nazionaliste - ha spiegato Sassoli -. Se guardate a come si è estesa l'onda nera del sovranismo, con i suoi rigurgiti antisemiti e il suo razzismo più o meno travestito, vedete che ha puntato ai paesi di più forte tradizione cattolica e alla divisione del loro cattolicesimo: Polonia, Ungheria, Slovacchia, Croazia, Italia sono stati territori nei quali si è puntato a spaccare il cattolicesimo, per spaccare il paese e spaccare l'Europa".
"Agitando fantasmi e paure - ha aggiunto il presidente del Parlamento Europeo - non si è andati alla ricerca del voto cattolico (che è normale e ovvio), e neanche alla ricerca del voto conservatore (altrettanto normale): si è andati alla ricerca di frange e sette che rivendicano di essere la vera chiesa e che vengono chiamate a fischiare il Papa in una piazza italiana".



La spudoratezza blasfema


E ha concluso: "I cattolici hanno il dovere di opporsi a chi ancora oggi, in Italia come in Polonia e Ungheria, osa agitare i simboli della nostra fede come amuleti, con una spudoratezza blasfema".