Conte a Bruxelles incontra Ursula von der Leyen: "L'Italia oggi è più forte"

Il premier incontra i presidenti uscenti ed entranti della Commissione (Juncker e von der Leyen), e del Consiglio (Tusk e Michel)

Von der Leyen e Conte

Von der Leyen e Conte

globalist 11 settembre 2019

Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte è arrivato poco fa a palazzo Charlemagne, nel quartiere europeo di Bruxelles, per incontrare la presidente eletta della Commissione europea Ursula von der Leyen.


"Subito al lavoro: oggi sarò a Bruxelles dove si prospetta una giornata fitta di incontri con i vertici delle Istituzioni comunitarie. In Europa non abbiamo tempo da perdere, ritengo sia prioritario accelerare per raggiungere tre obiettivi fondamentali e strategici per l’Italia e gli interessi degli italiani: la modifica del Patto di stabilità a favore della crescita, il superamento del Regolamento di Dublino sui flussi migratori, un regime di misure e interventi straordinari che favoriscano la crescita e lo sviluppo del nostro Mezzogiorno". Lo scrive il premier Giuseppe Conte su Facebook, all'indomani della fiducia al Senato che fa partire di fatto il nuovo esecutivo giallorosso e dell'ufficializzazione del ruolo di Paolo Gentiloni agli Affari economici nella nuova squadra della presidente della Commissione europea von der Leyen. "L'Italia oggi è più forte, e con il nuovo Governo intendiamo svolgere un ruolo di primo piano in questa fase di rinnovamento dell'Unione europea - sottolinea il presidente del Consiglio - La mia determinazione è massima e confido di poter riscontrare un elevato grado di convergenza con la nuova Commissione europea".
- "Occorre -prosegue il premier nel post- sostenere gli investimenti, a partire da quelli ambientali e sociali nell'ottica di uno sviluppo sostenibile che dia nuovo impulso al mercato del lavoro italiano, evitando un'impostazione di bilancio pro-ciclica non adeguata alle prospettive economiche del continente. Sul tema migratorio intendo continuare a lavorare strenuamente per una gestione multilivello, strutturale e non emergenziale dei flussi migratori, e raggiungere un'intesa su un meccanismo automatico di sbarchi e redistribuzione, con un'efficace politica europea dei rimpatri".
"Quanto al nostro Mezzogiorno -continua- dobbiamo provare a ottenere dall'Europa il riconoscimento di uno statuto speciale per poter varare misure straordinarie per lo sviluppo".