L'Isis in combutta con Erdogan contro i curdi: autobomba a Qamishli

Lo Stato islamico ha rivendicato l'attentato che ha provocato decine di morti e feriti. E intanto alcuni jihadisti sono fuggiti dalle prigioni

Autobomba a Qamisghli

Autobomba a Qamisghli

globalist 11 ottobre 2019
L'autobomba esplosa oggi a Qamishli, nel nord.est della Siria, è stata rivendicata dall'Isis. L'attacco ha provocato la morte e il ferimento di decine di civili e di molti miliziani curdi. Tra l'altro, molti simpatizzanti turchi su twitter stanno diffondendo fake news, sostenendo che siano state le forze curde a colpire i civili, come per esempio questo qui. 




In realtà Qamisghli è in mano alle forze curde ed era un'area pacifica, fino ad oggi. Proprio su questa città si sta concentrando l'offensiva delle forze turche da mercoledì. A difesa della città si ergono le Ypg e le forze democratiche siriane (Sdf). 
La minaccia dell'Isis 
Si delinea quindi la prospettiva peggiore: con i curdi che perdono giorno dopo giorno controllo del territorio, l'Isis avanza e i prigionieri dello Stato Islamico in custodia dei curdi sono velocemente liberati. In seguito a un bombardamento turco, cinque militanti dell'Isis sono fuggiti da una prigione sotto il controllo delle forze curde nella Siria nordorientale. Lo hanno riferito fonti curde, precisando che la fuga è avvenuta dal carcere di Jirkin a Qamishli. Non è nota al momento la nazionalità dei militanti fuggiti. La notizia è stata confermata dal portavoce delle Forze democratiche siriane, Marvan Qamishlo.