Minniti insiste: "Rinnovare gli accordi con la Libia o saremo a rischio terrorismo"

Mentre il governo si interroga dopo le numerose denunce sulle violenze nei lager libici lex ministro rilancia: ""Consentono all'Onu di operare e senza sarebbero impossibili missioni umanitare

Migranti in un centro di detenzione in Libia

Migranti in un centro di detenzione in Libia

globalist 19 ottobre 2019
Lui è da tempo al centro delle polemiche (a sinistra e da parte del mondo cattolico) perché i suoi accordi con le milizie libiche che hanno portato ad una diminuzione dei migranti sono considerati una delle cause delle violenze e delle torture a cui i libici hanno sottoposto quasi tutti i richiedenti asilo.
Ma l’ex ministro Marco Minniti dell’Interno insiste: "In pieno allarme rosso, con il rischio di una drammatica crisi umanitaria e della liberazione in Siria di migliaia di foreign fighter che per tornare in Europa possono passare dalla Libia, strappare unilateralmente gli accordi con Tripoli può destabilizzare ancora di più".
"Il combinato disposto della crisi siriana e della guerra civile in atto in Libia può fare diventare alcuni territori libici un rifugio sicuro per i terroristi dell'Islamic State che scappano dalla Siria", spiega l'ex ministro dell'Interno che a proposito della Libia sottolinea: "Proprio perché è in corso una guerra civile. Una disdetta unilaterale da parte di uno dei contraenti dell'accordo potrebbe rivelarsi ulteriormente destabilizzante".
Per Minniti, "in ogni caso quegli accordi consentono oggi all'Onu di operare in Libia, senza di questo mancherebbero i presupposti più elementari di qualsivoglia missione umanitaria. Ma ora va rimessa in mare la missione Sophia che aveva come obiettivo il contrasto ai trafficanti di esseri umani e il presidio del Mediterraneo"; "non poteva e non può esser lasciato il peso della sicurezza sulle spalle della Guardia costiera libica".