Cile, guerriglia urbana per il rincaro dei biglietti della metro: carri armati per strada come ai tempi di Pinochet

L'aumento di prezzo ha provocato una rivolta popolare che i militari hanno sedato con carri armati e coprifuoco. Ci sono stati tre morti

Carri armati per strada in Cile

Carri armati per strada in Cile

globalist 20 ottobre 2019
L'aumento del prezzo dei biglietti della metropolitana è stata la scintilla che ha scatenato la rabbia del popolo cileno, che ieri si è riversato nelle strade che sono state teatro di una vera e propria guerriglia urbana, con tanto di carri armati e coprifuoco, misure che non venivano attuate dai tempi della dittatura di Pinochet. Nelle proteste, durate due giorni, sono morte tre persone. 
Stazioni ed edifici sono stati dati alle fiamme nella notte e il presidente Pinera è stato costretto non solo a eliminare la tariffa dei biglietti, ma anche a convocare d'urgenza un tavolo di confronto sul malessere del Paese. Proprio Pinera, fino a qualche giorno fa, aveva definito il Cile "un'isola felice". 
Cosa è successo
Il prezzo del biglietto è aumentato da 420 pesos a 830, con una serie di rincari. Decine di migliaia di passeggeri avevano cominciato a non pagare il servizio: cinque mezzi pubblici sono stati dati alle fiamme dalla folla inferocita, e in due giorni di rivolte sono state danneggiate 78 stazioni della metropolitana. Per rispondere alla rivolta, i militari hanno usato i carri armati e imposto un coprifuoco dalle 3 fino a mezzogiorno di domenica. Tra gli edifici danneggiati dai manifestanti, c'è anche quello de El Mercurio, uno dei giornali più antichi del Cile. 
La protesta appare acefala, senza un leader o uno scopo stabilito. Il Paese ha un'elevata diseguaglianza sociale e il rincaro dei biglietti è stata la classica ultima goccia.