Attentato sul London Bridge: due morti e otto feriti, terrorista ucciso dalla polizia

È il secondo attacco su quel ponte. La polizia ha circondato l'area e fermato un uomo che era armato di armi da fuoco e coltelli. Non si hanno ancora rivendicazioni

Una donna fugge dal luogo dell'attentato

Una donna fugge dal luogo dell'attentato

globalist 29 novembre 2019

Il London Bridge è stato oggi teatro di un nuovo attacco terroristico: colpi di arma da fuoco sono stati sparati sul ponte da un uomo che era stato inizialmente dato per morto, ucciso dalla polizia. Il bilancio è di due persone uccise e 8 feriti, come ha confermato Scotland Yard, attribuendo all'episodio tutti i connotati del "grave atto di terrorismo", seppure senza sbilanciarsi ancora in serata sulla possibile matrice.

Il Comando antiterrorismo di Scotland Yard è coinvolto nell'indagine sull'attacco. Lo riporta il Guardian, specificando che la polizia non ha fornito alcuna indicazione sui possibili motivi dell'attacco.
L'uomo, secondo quanto riporta Scotland Yard, era armato di coltelli e ha attaccato alcune persone che erano sul ponte.
"La gente correva nel panico tra le urla, subito è arrivata la polizia che ha bloccato ed evacuato il Borough Market pieno di gente e turisti, le persone si sono barricate all'interno dei negozi. Siamo ancora tutti in attesa di indicazioni", lo riferisce un giornalista dell'Ansa che si trova nel famoso mercato londinese, a pochi passi dal London Bridge.
La polizia ha isolato l'area bloccando l'accesso al ponte dove staziona un camion al centro della carreggiata. Secondo il giornalista John McManus, testimone oculare dell'accaduto, l'assalitore potrebbe non essere uno solo. Le autorità hanno parlato di "un incidente" invitando a evitare la zona, teatro negli anni scorsi di un attacco terroristico di matrice jihadista.
A distanza, il reporter ha detto di aver visto "un gruppo di uomini" scagliarsi contro un'altra persona e quindi di aver assistito all'arrivo della polizia, inclusi agenti armati, che hanno evacuato il ponte e iniziato a far fuoco. Colpi, secondo questo racconto, sono stati sparati anche dopo quelli che hanno colpito un presunto aggressore.
"Posso confermare - ha detto ai giornalisti Neil Basu, numero 2 di Scotland Yard e responsabile dell'antiterrorismo - che la polizia è stata chiamata per un episodio di accoltellamento attorno alle 14 e che un uomo di sesso maschile è stato colpito con armi da fuoco da agenti specializzati. Il sospetto è morto sul posto". "Posso inoltre confermare che il sospetto indossava un equipaggiamento che al momento riteniamo fosse un falso ordigno esplosivo", ha aggiunto Basu, ribadendo che l'episodio è indagato come un atto di terrorismo, ma senza sbilanciarsi sulla possibile matrice né comunicare per ora l'identità dell'ucciso. Confermato infine il bilancio di alcune persone ferite fra le vittime dell'accoltellamento, ma non di morti.


Il primo ministro britannico Boris Johnson è tornato a Londra per seguire da Downing Street gli sviluppi dell'attacco di London Bridge. Lo riferisce la Bbc. In precedenza Johnson aveva condannato l'aggressione via Twitter, manifestando vicinanza alle vittime. Il premier era impegnato nel primo pomeriggio nel suo collegio elettorale in un evento pubblico in vista del voto del 12 dicembre. E aveva appena promesso aiuti alle imprese britanniche da parte del governo, in forma di sostegno e sgravi per il dopo Brexit. La sua campagna ha avuto in queste settimane fra i temi centrali quello della promessa di rafforzare i ranghi della polizia - con il reclutamento di 20.000 agenti in più annunciato fin dai mesi scorsi - e di contrastare l'impennata di episodi di criminalità nelle strade di Londra e di altre città del Regno, legata in particolare all'uso di coltelli.


 "Il mio cuore - prosegue Khan - è con le vittime e con le loro famiglie. Grazie ai nostri coraggiosi servizi di emergenza per la coraggiosa risposta all'orrendo attacco di oggi. Noi dobbiamo - e vogliamo - rimanere risoluti nella nostra determinazione di essere forti di fronte al terrore. Quelli che ci attaccano e cercano di dividerci non avranno mai successo".