Cinque condanne a morte per l'omicidio di Khashoggi

Non è stato invece incriminato Saud al-Qahtani, ritenuto l'assistente del principe ereditario, Mohamed bin Salman

Khashoggi

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globalist 23 dicembre 2019

Cinque persone sono state condannate dal tribunale di Riad per l'omicidio del giornalista saudita, Jamal Khashoggi, all'interno del consolato dall'Arabia Saudita a Istanbul, in Turchia. Non è stato invece incriminato Saud al-Qahtani, ritenuto l'assistente del principe ereditario, Mohamed bin Salman.

Il 2 ottobre 2018 Jamal Khashoggi varcò la porta del consolato saudita di Istanbul dove aveva un appuntamento per ritirare dei documenti necessari al suo prossimo matrimonio con Hatice Cengiz, la sua compagna turca. Qui si persero le tracce del giornalista, il cui corpo non è mai stato ritrovato. I frammenti di intercettazioni, e parzialmente le stesse ammissioni di Riad, fanno ritenere che la sede diplomatica, in quelle ore, fu trasformata in una vera e propria macelleria: si ritiene che, dopo aver strangolato il giornalista, i suoi carnefici lo abbiano fatto a pezzi e disciolto nell'acido.

Le indagini condotte da Ankara portarono all'identificazione di 15 persone, giunte a Istanbul prima dell'appuntamento del giornalista e ripartite subito dopo la morte di quest'ultimo. La richiesta di estradizione della Turchia dei 15 sospetti, tra cui un anatomopatologo, è sempre stata respinta. 

Sulla fine di Khashoggi pesano ancora due enormi interrogativi: il primo riguarda il cadavere, fatto sparire senza lasciare tracce; il secondo riguarda il ruolo del principe saudita Mohammed Bin Salman, erede al trono di cui Jamal Khashoggi è stato un fiero oppositore e accusatore.

Proprio sul ruolo di Bin Salman si concentrano le accuse e la richiesta di verità, perché un omicidio dai contorni terribili e indefiniti ancora necessita di una spiegazione ufficiale, di un colpevole preciso e di un mandante. Secondo le indagini effettuate da Onu e altri organismi indipendenti il giornalista fu ucciso e fatto a pezzi per ordine del principe erede al trono.

Mohamed bin Salman ha ultimamente ammesso la propria responsabilità, in quanto erede della monarchia saudita, negando però di aver mai ordinato l'omicidio. "Una mossa politica", ha tagliato corto Hatice Cengiz, la compagna del giornalista, che ha accusato il principe di voler così alleggerire la pressione sul regno, negando allo stesso tempo un coinvolgimento diretto.