L'arroganza di Trump: "La sinistra dovrebbe ringraziarmi e invece mi attacca per la morte di Soleimani"

Il presidente durante un comizio: "Bernie e Nancy Pelosi mi accusano di aver osato farlo fuori senza chiedere il permesso al Congresso"

Trump

Trump

globalist 10 gennaio 2020
Trump continua imperterrito: non solo sembra non rendersi conto del pericolo in cui ha gettato il mondo, ma pretende pure di avere ragione. E punta il dito contro quella "sinistra radicale" che "ha espresso sdegno per l'eliminazione di questo orribile terrorista", quando dovrebbe essere oltraggiata per "i crimini selvaggi" del generale iraniano Qassem Soleimani. 
Nel corso di un suo comizio a Toledo, nell'Ohio, Trump ha attaccato la speaker della camera Nancy Pelosi (che definisce, ironicamente, "un vero genio") e Bernie Sanders, probabile avversario democratico di Trump alle prossime elezioni. 
Soleimani "è uno che ha assassinato e macellato civili, militari e chiunque si trovasse sulla sua strada", ha affermato Trump. "E noi abbiamo Bernie e Nancy Pelosi che mi accusano di aver osato farlo fuori senza chiedere il permesso al Congresso", ha insistito il tycoon, difendendo la decisione di uccidere il generale iraniano senza passare per il parlamento perché andava presa "in una frazione di secondo".
Il presidente ha poi segnalato che Soleimani non pianificava attacchi solo contro l'ambasciata Usa a Baghdad, in Iraq, ma anche in altre nazioni del mondo. Quanto all'ex vice presidente Joe Biden, lo ha liquidato come uno che non sa distinguere neppure l'Iraq dall'Iran.