Aiutare ora la Cina è un banco di prova per l'umanità

Ecco l'occasione giusta per spazzare via razzismi e sovranismi. Ma non è soltanto un'opportunità. È soprattutto un obbligo.

Coronavirus

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David Grieco 29 gennaio 2020

C'è qualcosa di diabolico in ciò che sta accadendo in Cina. Tutti stanno fuggendo dalla Cina ma la Cina non può fuggire da tutti noi. La Cina è la nazione più popolata del mondo, è la nazione più industrializzata, e i cinesi sono dappertutto in mezzo a noi.
Il panico non serve. È urgente guardare in faccia la realtà. Mentre le voci di cittadini infetti si rincorrono ai quattro angoli del globo viene da pensare all'Africa, continente in cui i cinesi sono massicciamente presenti, dove ancora non si segnala nemmeno un caso di corona virus. Ma sappiamo bene quali sono le condizioni igieniche africane e non occorre una fervida immaginazione per intuire cosa potrebbe accadere se il virus si diffondesse anche in Africa.
Da quando è esploso il problema del cambiamento climatico, il nostro pianeta ci appare sempre più piccolo e problematico. I problemi riguardano tutti, senza nessuna eccezione, e li possiamo risolvere soltanto lavorando tutti insieme.
Tutti i paesi industrializzati che fanno affari in Cina, dopo aver messo in salvo tutti i loro connazionali, dovranno pensare al più presto a come aiutare la Cina. Non avremmo mai immaginato che potesse accadere qualcosa del genere ma è accaduto. Vedevamo la Cina come un gigante spavaldo e inattaccabile, ma eccola in ginocchio. E se la Cina dovesse precipitare, la sensazione è che potremmo precipitare tutti insieme nello stesso baratro.
Ecco un banco di prova importante per tutta l'umanità. Ecco l'occasione giusta per spazzare via razzismi e sovranismi. Ma non è soltanto un'opportunità. È soprattutto un obbligo. Non c'è tempo da perdere.