Il Papa e Lula: una stretta di mano per passare dall’oscurità alla Luce

Francesco ha ricevuto in Vaticano l'ex presidente brasiliano sotto inchiesta per corruzione e liberato a novembre dopo 580 giorni di prigione. Lui sì, Bolsonaro no.

Papa Francesco e Luiz Inacio "Lula" da Silva

Papa Francesco e Luiz Inacio "Lula" da Silva

globalist 13 febbraio 2020

Un fascista, razzista e xenofobo come Bolsonaro mai e poi mai: Papa Francesco ha ricevuto l’ex presidente brasiliano Luiz Inacio "Lula" da Silva
"Farò visita a Papa Francesco per ringraziarlo, non solo per la solidarietà che mi ha dimostrato in un momento difficile ma anche, e anzitutto, per quanto si dedica alla causa del popolo oppresso", avevascritto lo stesso Lula nei giorni scorsi su Twitter.
E' il primo viaggio all'estero dopo che, lo scorso 8 novembre, l'ex presidente brasiliano è stato scarcerato dopo 580 giorni di carcere.
A maggio scorso, Francesco aveva inviato una lettera a Lula, all'epoca in carcere, esortandolo a "non scoraggiarsi" di fronte alle prove della vita e sottolineando che grazie a Gesù Risorto "possiamo passare dall’oscurità alla Luce, dalla schiavitù di questo mondo alla libertà della Terra Promessa, dal peccato che ci separa da Dio e dai fratelli all'amicizia che ci unisce a Lui, dall’incredulità e dalla disperazione alla gioia serena e profonda di coloro che credono che alla fine il bene vincerà il male, la verità conquisterà la menzogna e la salvezza conquisterà la condanna".


Gualtieri: un piacere riabbracciarlo libero


È stato un piacere poter riabbracciare l'amico Lula in questi giorni a Roma per incontrare Papa Francesco. Circa due anni fa ero andato a trovarlo nel carcere di Curitiba: rivederlo in libertà è stata una bella emozione".
Così in un tweet il ministro dell'Economia, Roberto Gualtieri.