Gli agenti che hanno crudelmente fatto morire George Floyd non sono stati arrestati né incriminati

Continuano le protesta a Minneapolis e la sorella accusa: "Hanno ucciso mio fratello. Stava invocando aiuto"

Proteste per l'uccisione di George Floyd

Proteste per l'uccisione di George Floyd

globalist 27 maggio 2020
La notizia è una: gli agenti responsabili della straziante morte di un cittadino inerme non solo non sono stati arrestati e portati seduta stante dietro le sbarre (a cominciare da quel criminale in divisa che gli ha compresso il collo nonostante le richieste di aiuto) ma al momento non sono nemmeno incriminati.
 E i parenti della vittima protestano: "Vorrei che quei poliziotti fossero accusati di omicidio".
A parlare è Bridgett Floyd, la sorella di George Floyd, l'afroamericano morto lunedì a Minneapolis, negli Stati Uniti, dopo essere stato arrestato dalla polizia.
"Perché questo è esattamente quello che hanno fatto. Hanno ucciso mio fratello. Stava invocando aiuto" ha detto la sorella, durante un'intervista televisiva. In un video di nove minuti, che in poche ore ha fatto il giro del mondo, si vede un agente che immobilizza l'uomo, schiacciandogli il collo a terra con il ginocchio per circa sette minuti, ignorando poi la sua richiesta di aiuto perché non riesce a respirare.
I quattro agenti coinvolti sono stati licenziati. Ma non sono dietro le sbarre. E in Italia c'è chi ha la faccia di opporsi al reato di tortura.