L'ira dei big dei Social, Zuckerberg e Dorsey contro Trump

Per Trump la battaglia contro i social sembra profilarsi come uno dei cavalli di battaglia per tenere alta l’attenzione sulla sua campagna elettorale.

Dorsey, Trump e Zuckerberg

Dorsey, Trump e Zuckerberg

globalist 28 maggio 2020

Per l’inquilino della Casa Bianca, la battaglia contro i social sembra profilarsi come uno dei cavalli di battaglia per tenere alta l’attenzione sulla sua campagna elettorale. Lo dimostra anche la frase pronunciata contro le società tecnologiche: “Le grandi imprese dell’hi-tech stanno facendo tutto quello che è in loro potere per censurare le elezioni del 2020. Se questo dovesse succedere perderemmo la nostra libertà, e io non permetterò che accada!” twitta Donald Trump: “Ci hanno provato nel 2016 e hanno perso. Ora impazziranno. Restate sintonizzati!!”.

Si muovono i big in risposta. “Bisogna prima capire che cosa intenda fare, tuttavia, in linea generale, non mi sembra una giusta reazione da parte del governo censurare una piattaforma perché si è preoccupati della censura” afferma con i suoi toni, tradizionalmente pacati, il patron di Facebook, Mark Zuckerberg, in un’intervista a Fox News in cui dice anche che la sua piattaforma “non deve essere arbitro della verità di quello che la gente dice online”. 


“Continueremo a segnalare informazioni errate o contestate sulle elezioni a livello globale” scrive il Ceo di Twitter, Jack Dorsey, in tre tweet in cui interviene sulla vicenda. I tweet di Trump “potrebbero indurre le persone a pensare erroneamente che non è necessario registrarsi per ottenere una scheda elettorale”, scrive Dorsey spiegando l’intervento di Twitter. Segnalare le informazioni errate “non ci rende un ‘arbitro della verità’”, evidenzia Dorsey.