L'allarme di Salgado: "Per colpa del Covid e di Bolsonaro gli indigeni dell'Amazzonia rischiano l'estizione"

Il grande fotografo brasiliano famoso in tutto il mondo per le sue immagini di natura incontaminata e tribù indigene. "Il governo cerca di aprire i territori indigeni, distruggere l'ecosistema amazzonico".

Indigeni dell'Amazzonia

Indigeni dell'Amazzonia

globalist 14 giugno 2020

Tanti lanciano l’allarme. Ultimamente anche il Papa che è andato in quelle terre. Ma i problemi restano: gli indigeni dell'Amazzonia rischiano "l'estinzione" a causa dell'epidemia di coronavirus e le politiche del governo brasiliano di estrema destra di Jair Bolsonaro.

A lanciare l'allarme, in un'intervista alla radio Rac1 di Barcellona, è il grande fotografo brasiliano Sebastiao Salgado, famoso in tutto il mondo per le sue immagini di natura incontaminata e tribù indigene.
Gli indios dell'Amazzonia "non hanno anticorpi, non hanno protezioni per le malattie che vengono dall'esterno", ha detto Salgado, avvertendo che il contagio sta raggiungendo le tribù più isolate. Il fotografo si è scagliato anche contro il governo Bolsonaro che non ha voluto imporre il confinamento contro l'epidemia "proteggendo solo il lucro".
Il 60% dell'Amazzonia si trova in Brasile, dove circa 100 tribù vivono in isolamento totale e sono particolarmente a rischio infezione se raggiunte dal contagio.


"Questo potrebbe portare ad una estinzione della popolazione indigena", avverte Salgado. Si tratterebbe di un vero e proprio genocidio, dovuto anche al fatto che il governo "cerca di aprire i territori indigeni, distruggere l'ecosistema amazzonico, incentivando gli investimenti, l'arrivo di garimpeiros (cercatori d'oro), di persone che sfruttano le materie prime, di sette religiose".


Assieme alla moglie Lelia, Salgado ha lanciato un manifesto a protezione dell'Amazzonia, firmato da diverse personalità internazionali, che ha provocato un ampio dibattito in Brasile.