The Falling Man: venti anni dopo l'11 settembre, quell'uomo sta ancora precipitando

Le foto che sono state scattate quel giorno sono migliaia, ma una in particolare rimase iconica. Venne chiamata The Falling Man, l'uomo che cade.

The falling man

The falling man

globalist 11 settembre 2021

Diciannove anni. Tanti sono passati da quel giorno in cui tutto il mondo, improvvisamente si fermò. Tutti interruppero le loro attività, i programmi televisivi si oscurarono, tutti volsero il loro sguardo verso New York City, verso quella colonna di fumo che si levava dal suo ventre dove iniziavano a suonare le sirene dei vigili del fuoco. Tutti si chiedevano cosa fosse successo, la spiegazione che arrivava era assurda: un aereo. Nessuno poteva crederci. Ma poco dopo, un secondo aereo trafiggeva la torre e faceva entrare l'umanità nel terzo millennio. 
Le foto che sono state scattate quel giorno sono migliaia, ma una in particolare rimase iconica. Venne chiamata The Falling Man, l'uomo che cade. Era un cameriere del ristorante all'ultimo piano di una delle Torri. La foto fu scattata da Richard Drew, dell'agenzia Associated Press, e uscì sui giornali di tutto il mondo il giorno dopo. 
The Falling Man è una foto ipnotica: l'uomo che cade sembra quasi in posa, perfettamente in armonia con le linee verticali della Torre alle sue spalle, la posizione della gamba quasi aggraziata. Sembra, insomma, che quell'uomo tutt'ora senza nome sia in posa. Restituisce ciò che è stato l'11 settembre per chi non si trovava lì, per chi guardava quelle immagini sconvolgenti dalle televisioni di tutto il mondo: non si riesce a staccare gli occhi dall'orrore, per quanto ci si provi. Ne siamo attratti, rivediamo quelle Torri cadere ancora e ancora, le vediamo ancora oggi. Il momento in cui l'aereo si schianta è un trauma visivo per ognuno di noi. È l'esatto istante in cui il mondo è cambiato, in cui noi siamo cambiati, la ferita da cui sono uscite a fiotti le parole che avrebbero plasmato gli anni 2000.