Brasile, le guardie di sicurezza del Carrefour massacrano un uomo nero: scatta la protesta

L'uomo si chiamava Joao Alberto Silveira Freitas ed è stato ucciso a Porto Alegre da due guardie di sicurezza bianche. Sono seguiti scontri tra la polizia e i manifestanti

L'aggressione

L'aggressione

globalist 21 novembre 2020
A Porto Alegre, in Brasile, un uomo nero è stato picchiato da alcuni agenti della sicurezza di un Carrefour, tutti bianchi, che alla fine lo hanno ucciso. L'episodio ha generato un'ondata di proteste in Brasile, con un migliaio di partecipanti che hanno marciato nel centro di San Paolo fino a un negozio del gruppo nel quartiere di Jardim Paulista. Alcuni di loro hanno lanciato pietre contro una delle vetrate dell'attività commerciale ed hanno invaso lo stabilimento, distruggendo o incendiando merci, finestre e altre strutture. 
Ma il grosso della manifestazioni (che hanno avuto luogo anche a Brasilia, Belo Horizonte e Rio de Janeiro) è stato a Porto Alegre, dove l'uomo - che si chiamava Joao Alberto Silveira Freitas, 40 anni - è stato ucciso: qui la polizia si è scontrata con i manifestanti, che portavano cartelli con scritto Black Lives Matter e intonavano slogan contro il carrefour. 
L'uomo è stato ucciso giovedì sera: un video girato da un testimone mostra il momento iniziale del pestaggio, quando le guardie di sicurezza cominciano a colpire Joao Alberto con violenza alla faccia. In altre immagini si vedono i servizi d'mergenza che eseguono un massaggio cardiaco all'uomo disteso davanti all'ingresso di un supermercato e morto sul colpo. Secondo la polizia militare, la vittima avrebbe minacciato un dipendente del supermercato che ha chiamato le guardie di sicurezza.
I due aggressori sono stati arrestati. Uno di loro è un poliziotto militare che lavora per una società di sicurezza privata al di fuori dell'orario di lavoro.
Un amico della vittima che ha assistito al pestaggio ha detto al portale G1 che, mentre veniva picchiato, Silveira Freitas "ha gridato che non riusciva a respirare".
La filiale brasiliana del gruppo Carrefour si è rammaricata per la "morte brutale" di Joao Alberto Silveira Freitas e ha dichiarato che avrebbe preso "le misure appropriate per ritenere responsabili coloro che sono coinvolti in questo procedimento penale". In una serie di tweet in portoghese, il leader francese di Carrefour, Alexandre Bompard, ha espresso le sue condoglianze dopo questo "atto orribile" e ha ritenuto che le immagini pubblicate sui social network fossero "insopportabili".
"Misure interne sono state immediatamente adottate dal gruppo Carrefour Brasile, principalmente riguardo alle società di sicurezza. Queste misure sono insufficienti. I miei valori e quelli di Carrefour non sono in linea con il razzismo e la violenza", ha scritto. Alexandre Bompard ha anche chiesto "una revisione completa delle azioni di formazione per dipendenti e subappaltatori, in termini di sicurezza, rispetto per la diversità, rispetto e rifiuto dell'intolleranza".