Il patriarca di Gerusalemme: "Dopo la pandema la ricchezza di pochi divenga bene per tutti"

Monsignor Pierbattista Pizzaballa nella prima messa natalizia: "Ci sentiamo tutti ottenebrati, stanchi, oppressi da troppo tempo sotto il giogo pesante di questa pandemia che sta bloccando le nostre vite"

monsignor Pierbattista Pizzaballa

monsignor Pierbattista Pizzaballa

globalist 25 dicembre 2020

Parole amare: nella sua prima messa natalizia da Patriarca di Gerusalemme , monsignor Pierbattista Pizzaballa  ha parlato della difficoltà del momento: "Ci sentiamo tutti ottenebrati, stanchi, sfiniti, oppressi da troppo tempo sotto il giogo pesante di questa pandemia che sta bloccando le nostre vite, sta paralizzando i rapporti, sta mettendo a dura prova la politica, l'economia, la cultura, la società. Antiche debolezze strutturali si sono amplificate e non sembrano profilarsi all'orizzonte soluzioni chiare e condivise. Anche chi ci governa brancola nel buio. Le comunità cristiane, da parte loro, faticano a conservare ritmi consolidati nel tempo e non riescono a immaginare il nuovo che verrà".


"Noi  cristiani - ha annotato - sappiamo che al fondo delle nostre crisi, dentro le nostre oscurità, in mezzo alle nostre debolezze è nato un bambino che è un Dio potente e con lui è cominciata una nuova storia di fiducia e di speranza, di rinascita e di risurrezione. La vita divina che Cristo ci porta in dono può e vuole trasformare la morte in vita, il dolore in speranza, la paura in fiducia. Credere in Lui non è negare irragionevolmente la realtà, ma avere uno sguardo nuovo e profondo che ci fa scorgere nel dolore della creazione le doglie di una nuova nascita. Credere è continuare a camminare con la fiducia di chi tende e attende una meta".

La pandemia, ha aggiunto, "ci chiede di immaginare un mondo diverso, fatto di nuovi rapporti solidali e fraterni, dove il possesso sia sostituito dal dono e la ricchezza di pochi divenga bene per tutti".