Sànchez dice no alle aziende elettriche che vogliono speculare: "Così fermeremo l'aumento delle bollette"

Il premier spagnolo: "Ci sono aziende energetiche che stanno accumulando profitti straordinari in questo momento. Non è accettabile"

Pedro Sànchez, premier spagnolo

Pedro Sànchez, premier spagnolo

globalist 14 settembre 2021
Anche in Spagna il rincaro vertiginoso del costo dell'energia (sospinto soprattutto dalla speculazione) sta costringendo il governo ad adottare misure drastiche per calmierare il costo gravoso che ricadrà sulle tasche delle famiglie.
Il Consiglio dei Ministri guidato dal premier Pedro Sànchez è deciso a neutralizzare la spirale ascendente del costo dell'energia elettrica, che dall'inizio dell'estate sta stabilendo record storici quasi ogni settimana.
Da Madrid, dunque, un colpo di acceleratore sul pedale delle riforme in favore delle fasce più deboli. Sànchez sembra porsi alla testa di una riscossa socialista che si avverte anche in Francia, con il sindaco di Parigi Anne Hidalgo candidata all'Eliseo.
Discussa per alcune sue linee amministrative e di governo alla guida della capitale francese, la candidata socialista all'Eliseo lancia nello stagno della competizione una carta importante: annuncia il raddoppio degli stipendi di professori e personale tutto della scuola. 
Ma torniamo a Madrid. Sánchez, in un'intervista su Rtve, ha annunciato nuovi tagli fiscali sull'elettricità e altre misure per rendere l'elettricità e il gas accessibili a tutti. Accade in Spagna a fronte degli annunciati aumenti in Italia che ricadranno tutti sui bilanci familiari. 
"Ci sono aziende energetiche che stanno accumulando profitti straordinari in questo momento. A me questo non sembra accettabile, perché sono benefici che derivano dall'evoluzione del prezzo dell'energia ", ha detto Sánchez.
Il premier spagnolo assicura che "ridimensionerà i benefici straordinari alle compagnie energetiche, possono permetterselo... Per Sànchez oggi la priorità è limitare controllare il costo del gas, evitare l'aumento delle bollette, anzi abbassare il peso delle bollette. Il leader spagnolo ha spiegato che il suo piano per limitare l'aumento dei prezzi sul mercato all'ingrosso dell'elettricità.
Quattro gli assi: riforme strutturali per promuovere un'energia più pulita e più economica, misure per proteggere i consumatori più vulnerabili, riduzione di alcune tasse e sminuire gli straordinari benefici che alcune aziende energetiche hanno trasferendo gli aumenti sulla bolletta elettrica. 
Dunque, per il governo diu Madrid - diversamente da quel che sta per accadere a Roma -  non è accettabile che le compagnie energetiche realizzino profitti straordinari a spese dei consumatori. E questo, in un momento delicato dell'economia, in lenta ripresa dopo lo tsunami della pandemia. Energia più cara significa aumenti spalmati su tutta la produzione con ricadute automatiche sui consumi. Sánchez ha insistito, va messo un limite al prezzo del gas: "Dobbiamo tutti fare uno sforzo. Dobbiamo essere solidali", ha aggiunto, rivolgendosi alle compagnie energetiche che stanno beneficiando di prezzi elevati dell'elettricità. Sánchez, nel dettaglio, ha annunciato la riduzione della tassa sull'elettricità addebitata sulla tariffa elettrica. Attualmente si applica un tasso del 5,11%, si ridurrà allo 0,5%, il minimo consentito dalla legislazione comunitaria. E' una tassa statale ceduta alle autonomie locali.
Con la tassa allo 0,5o per cento toccherà alla spagnola Hacienda compensare la quota da trasferire alle autonomie. Una riforma non di poco conto, dunque. Alla misura si aggiunge la riduzione, decisa fino alla fine dell'anno, dell'Iva dal 21% al 10% per tutti i consumatori con potenza contrattata fino a 10 kilowatt (kW), a condizione che il prezzo medio mensile del mercato elettrico all'ingrosso sia superiore a 45 euro per megawattora (MWh) e l'eliminazione della tassa di generazione (del 7%) pagata dalle società elettriche.
La sospensione di questa tassa era già stata applicata nel 2018 per sei mesi per contenere un'altra ondata di rialzi. Il governo approverà inoltre un'offerta minima vitale, per i consumatori vulnerabili. Da parte sua, il ministro della transizione ecologica ha annunciato la scorsa settimana che costringerà le grandi compagnie elettriche a mettere all'asta l'energia tra società di marketing e industriali al fine di ridurre la dipendenza dai prezzi internazionali del gas e ammortizzare l'aumento dell'elettricità sulla bolletta. 
Queste aste hanno funzionato durante il primo governo Zapatero e hanno reso più facile fare offerte a tutti i marketer e ai grandi consumatori. Da Madrid e Parigi, dunque, due misure che sembrano voler lanciare un segnale all'Europa: la partita con la destra non è persa, la linea da seguire è quella di caratterizzarsi con una impronta fortemente riformista, attenti alle fasce sociali più colpite dalla crisi economica figlia della pandemia.